Speciale : le camelie

Il genere racchiude oltre 80 specie di piccoli alberi ed arbusti sempreverdi, rustici, originari dell’India, della Cina e del Giappone. Il fogliame è di colore verde scuro, lucido, leggermente cuoioso; le camelie sono bellissime in questo periodo poichè producono numerosi fiori abbastanza grandi che vengono suddivisi in vari gruppi a seconda della forma (singoli, semidoppi, ad anemone, a peonia, doppi formali e doppi irregolari). La più diffusamente coltivata è C. japonica, che fiorisce da gennaio fino all’inizio della primavera, insieme a C. sasanqua, con fiori meno vistosi, che sbocciano in dicembre-gennaio.

Coltivate da centinaia di anni anche in Europa, esistono numerosissimi ibridi. I fiori delle camelie hanno colore rosa o banco, ma esistono alcune varietà a fiore rosso e pochissime varietà a fiore giallo; in genere le piante di camelia alternano anni con fioriture eccezionali ad anni con pochi fiori. Le camelie sono molto longeve, e con il passare degli anni possono raggiungere i 6-7 metri di altezza.

Forse non tutti sanno che la pianta del té è la Camellia sinensis. Inoltre dai semi di Camellia si ricava un ottimo olio usato in cucina e cosmesi. Anticamente in Giappone dal suo legno si ricavava carbone di ottima qualità.

COME AVERNE CURA:

Le camelie non temono il freddo, e possono sopportare temperature anche molto rigide; necessitano di essere posizionate in un luogo abbastanza luminoso ma semi ombreggiato, esposto direttamente ai raggi solari soltanto durante le ore più fresche dalla giornata. Talvolta è comunque consigliabile ripararle dal vento, soprattutto nelle zone con inverni molto rigidi; nel caso in cui i mesi di gennaio e febbraio siano particolarmente freddi può essere conveniente coprire con agritessuto le piante con i boccioli già formati, per evitare che il gelo rovini i fiori.

Necessitano di annaffiautre regolari, per tutto l’arco dell’anno, non sopportano periodi prolungati di siccità. Per una fioritura ricca e per ottenere arbsti vigorosi è consigliabile quindi controllare l’umidità del terreno anche durante i mesi freddi. In autunno è bene spargere attorno alle painte del concime organico maturo, o del concime granulare a lenta cessione.

Le camelie preferiscono terreni acidi, completamente privi di calcare; il terreno deve essere sofficie e profondo, ricco di humus. Può essere conveniente aggiungere periodicamente della torba al terreno, per evitare che con il tempo tenda ad avere un ph eccessivametente elevato. Gli esemplari coltivati inv aso vanno rinvasati ogni 3-4 anni, utilizzando un terriccio per piante acidofile.

In genere le piante di camelia non necessitano di potature significative; in autunno si rimuovono i rami secchi o rovinati; dopo la fioritura si asportano tutti i fiori appassiti. Per ottenere fiori grandi è anche possibile asportare alcuni boccioli se sono presenti in gran numero.

La Camelia può essere facilmente riprodotta da seme, anche se il metodo migliore di moltiplicazione è la talea. Altra tecnica utilizzata è l’innesto. L’innesto della camelia viene spesso usato per sostituire una varietà ad un’altra, soprattutto in esemplari adulti. La tecnica migliore per innestare le camelie è l’innesto a marza. Si chiama marza un pezzo di ramo con diverse gemme (che solitamente è tagliato ma può anche essere il ramo di una pianta in vaso). Tra i vari tipi di innesti a marza uno dei più utilizzato per le camelie è l’innesto per approssimazione. Tale tecnica consiste nel creare un taglio longitudinale asportando una parte della corteccia del tronco in ognuna delle due piante (il portainnesto e il nesto). Le ferite verranno così fatte combaciare e dovranno essere legate strette con della rafia. Dopo circa due mesi si tagliano il portainnesto (sopra l’innesto) e il nesto (sotto l’innesto). Il periodo migliore per effettuare tale innesto è marzo-aprile. Si possono utilizzare anche innesti a spacco o a corona.

N.B. Poiché è preferibile che le marze restino a riposo fino al momento dell’innesto, è bene prelevarle durante l’inverno e conservarle al fresco.

 

fonte: www.giardinaggio.it

 

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