Le nostre piante

FONTI: www.giardinaggio.it , http://giardinaggio.efiori.com

 

 

 

Abelia x grandiflora–>Abelia
Famiglia: Caprifoliacea
Il genere Abelia comprende parecchie specie arbustive (una ventina circa) e parecchi ibridi. Sono utilizzate come piante ornamentali e provengono da paesi come l’Asia e l’America. Non ha grandi esigenze in linea generale. La grandiflora, come molte delle altre appartenenti a questo genere, eventualmente teme un po’ il freddo ma solo ed esclusivamente nelle regioni con forti escursioni termiche sotto lo zero o abbondanti e frequenti nevicate, merita di essere protetta ed
eventualmente di proteggere il piede della pianta, con una pacciamatura. Si presta moltissimo alla creazione di siepi da allevare in forma libera ma anche
come macchia nel giusto contesto insieme ad altri arbusti. Si adatta bene anche alle condizioni di mezzombra dove comunque fiorisce un po’ meno. E’ abbastanza rustica soprattutto per quanto riguarda le malattie che difficilmente la colpiscono. Accetta di buon grado anche i terreni più poveri senza comunque esagerare per quel che riguarda il compattamento o i ristagni idrici che non tollera poi così tanto. In tarda primavera, estate e parte dell’autunno, è in fiore ed anche lievemente profumata; in inverno non si spoglia o perde solo una parte modesta del fogliame e, di conseguenza mantiene struttura. (Propagazione: per talea in giugno prelevando rametti dell’anno nella misura di 8-10cm. e piantandoli in numero di 3-4 in vasetti riempiti di torba e sabbia in parti uguali. Far radicare a temperature di circa 16-18°)

 

Abeliophyllum distichum –>Forsizia bianca
-Oleaceae

Il genere abeliophyllum comprende un’unica specie, si tratta di un arbusto di dimensioni contenute, a foglie caduche, originario della Corea. Ha sottili fusti allungati, eretti o leggermente penduli, di colore bruno o bruno-rosato; con portamento tondeggiante, questi arbusti hanno crescita lenta, e possono raggiungere i 150-200 cm di altezza e di larghezza.
Le foglie sono ovali, spuntano dopo la fioritura, sono di colore verde o verde-bluastro; talvolta divengono color porpora prima di cadere. A fine inverno,
in gennaio-febbraio, produce moltissimi fiori bianchi, a stella, leggermente penduli, molto profumati; i boccioli spesso sono presenti sulla pianta a partire da settembre; esistono cultivar a fiori rosa, di varie tonalità. Questo arbusto ricorda molto la forsythia, ma ha dimensioni più contenute e fiori molto profumati, che sbocciano alcune settimane prima della forsythia. Per mantenere una forma armonica all’arbusto è bene potare i rami vecchi ogni 2-3 anni, a 20-30 cm da terra. Chi ama i fiori recisi può potare alcuni fusti di abeliophyllum in gennaio e forzarli a fiorire in casa. Da porre a dimora in luogo soleggiato, o a mezz’ombra, ma con almeno 4-5 ore di sole al giorno, possibilmente nelle ore pomeridiane. Queste piante non temono il freddo, anche se repentine gelate tardive, seguite da giornate calde, possono rovinare i boccioli. Gli abeliophyllum si sviluppano senza problemi in qualsiasi terreno, preferendo i substrati ben drenati, soffici, ricchi e profondi. La moltiplicazione avviene in genere per talea, prelevate dagli apici dei fusti, a fine estate, oppure in estate inoltrata se si dispone di luogo idoneo allo sviluppo di talee anche con climi molto caldi.

Acacia dealbata–> Mimosa
Famiglia: Leguminosae

E’ arrivata in Europa circa 200 anni fa, dalla lontana Australia e più precisamente dalla Tasmania. Ama i climi più miti e nelle regioni italiane in cui è presente si è addirittura nataralizzata. Nel nostro paese riesce, a vegetare bene anche in zone più fredde, a condizione che sia piantata in pieno sole magari e riparata dalle correnti fredde e che le gelate siano brevi, con una minima escursione sotto lo zero. E’ una pianta che ha una forte resistenza anche agli incendi grazie alla sua capacità di emettere polloni e ama i terreni tendenzialmente acidi anche se accetta quelli neutri e appena calcarei purchè molto drenanti, considerato che teme moltissimo i ristagni idrici. In un giardino può essere un elemento di grande valore sia per la fioritura sia per la sua chioma ma anche per il fatto che è una sempreverde. (Forma foglia: foglie persistenti composte bipennate, alterne, picciolate, lunghe fino a 12-15cm., doppiamente paripennate; Fiore: fiori ermafroditi, riuniti in lunghi racemi composti da capolini sferici piccoli, molto profumati e di aspetto piumoso grazie ai lunghi e sottili stami sporgenti. I racemi si sviluppano all’ascella delle foglie. Propagazione: per seme ad aprile o per talea, prelevando rametti lunghi 5-10cm. con porzione del ramo portante. Le talee si piantano in miscuglio di sabbia e torba in parti uguali e si pongono in serra calda. La loro moltiplicazione è lenta ma di facile ottenimento. Avversità: attacchi al legno (cancro rameale), attacchi a rami e foglie (parassiti), attacchi alla vegetazione (funghi e parassiti))

 

Acer palmatum

L’acer palmatum è un piccolo albero, appartenente al genere acer, originario dell’Asia, dove viene coltivato come piante ornamentale da secoli; ha dimensioni contenute e in genere non supera i 6-10 m di altezza, il fogliame è e profondamente lobato, di colore vario. Anche in Europa viene coltivato da molti anni, e sono disponibili numerosissime cultivar, con fogliame dai colori più disparati, dal verde chiarissimo al porpora. In autunno perde il fogliame e molte varietà assumono colorazioni particolari prima di perdere completamente il fogliame. Si tratta di una pianta di facile collocazione in giardino, anche perchè ne esistono molte varietà anche per forma e dimensioni, talune non superano i 50-80 cm di altezza e possono essere posizionate nelle aiuole. Molti aceri palmati vengono coltivati innestandoli su varietà a crescita lenta, cosa che li rende ancora più compatti e di dimensioni minute.Si tratta di alberi ben adattati alla coltivazione in Italia, prediligono posizioni soleggiate, o semiombreggiate, possibilmente ai piedi di arbusti più alti, in modo che godano della protezione delle piante più alte. Non temono il freddo, anche se è consigliabile posizionarli in luogo non battuto dal vento. Prediligono terreni ricchi e sciolti, molto ben drenati, senza eccessive richiesti in termini di ph; le giovani piante da poco a dimora necessitano di annaffiature regolari durante la primavera e l’estate, da fornire non appena il terreno sia ben asciutto.  Non amano particolarmente il caldo molto intenso, asciutto ed afoso, quindi se viviamo in una zona con clima estivo torrido posizioniamolo in luogo semiombreggiato.

 

Albizzia julibrissinà–>cacia di Costantinopoli, Gaggia arborea, Acacia cinese

Fabaceae (incluso nelle Mimosaceae)

Di origine asiatica, questo albero fu importato in Italia nel 1740 da Istanbul (da qui il nome Acacia di Costantinopoli). Il suo nome originale è Albizia, proprio perchè Durazzini volle latinizzare il cognome con una “zeta” sola. E’ particolarmente interessante sia per il portamento ad ombrello espanso in orizzontale (come vedete nella prima foto pubblicata e presa dal Web) sia per il fogliame e la fiorirura, molto agggraziato e leggero per la chioma vaporosa data dalle piccole foglioline verde chiaro. Ha visto una larga diffusione soprattutto dagli anni ’70 in poi nel nostro paese tanto che la ritroviamo di frequente nei parchi e nelle essenze che vengono utilizzate come alberatura stradale. E’ un albero di non grandi pretese, fatto salvo un terreno un po’ sciolto, ma accetta anche suoli più argillosi senza per questo risentirne relativamente alla crescita. E’ tardiva nella foliazione primaverile, che avviene a stagione inoltrata (fine maggio – inizio giugno) e la sua fioritura avviene ad estate già inoltrata. L’unica nota dolente è che da qualche anno viene attaccata, soprattutto nelle regioni del nord, dalla Psilla che ne succhia la linfa producendo una copiosa melata.

Artemisia arborescens

Asteraceae

Arbusto di medie dimensioni, sempreverde, originario dell’area mediterranea; raggiunge i 90-100 cm di altezza. Il fogliame è finemente inciso, di colore verde grigio, soffice al tatto, ricorda la lavanda, e fortemente aromatico se stropicciato. L’arbusto è tondeggiante, molto ramificato, con numerosi fusti eretti; all’apice dei rami, in primavera, sbocciano piccoli fiori gialli a capolino. Dopo la fioritura è bene praticare una buona potatura, accorciando soprattutto i rami che hanno fiorito, per mantenere un arbusto denso e compatto. Esistono in commercio varietà dallo sviluppo compatto, ed anche alcune che non producono fiori. I fiori sono scarsamente decorativi, mentre il fogliame è molto particolare ed appariscente, e resta piacevole per tutto l’arco dell’anno. I fiori vengono utilizzati in erboristeria, il fogliame è commestibile, dal sapore pungente ed aromatico. Prediligono posizioni ben soleggiate, ma possono sopportare brevi periodi di semi ombreggiatura. Non temono il freddo e possono sopportare brevi gelate; Prediligono terreni freschi e profondi, necessitano di un ottimo drenaggi, che si ottiene mescolando al terreno della sabbia o della pietra pomice.

Aucuba japonica–>Pianta Marmorina, Pianta Tricolore
Famiglia: Cornacee

Pianta sempreverde. Anticamente, in Estremo Oriente, era considerata sacra agli dei e, quando in autunno si copre di bacche, veniva posta di fronte all’altare
delle divinità o davanti ai simulacri che ricordano gli antenati di ogni famiglia giapponese. Il suo nome deriva dalla parola aokiba che ha proprio il
significato di essere sacra agli Dei. E’ una pianta da esterno ed è interessante per creare un punto di luce in quelle zone del giardino particolarmente buie, dove vive senza difficoltà. E’ perfetta in un androne o su un grande pianerottolo. Si adatta bene anche ai climi marini. Le irrigazioni dovranno essere abbondanti solo dalla primavera all’autunno.Vive bene in suoli ben drenati, soprattutto quando la si coltiva in vaso. Quindi è utile mescolare sabbia di fiume al terriccio per evitare ristagni idrici che generano marciume e muffe. In caso della coltivazione in vaso, molto utile risulta anche un concimazione periodica nella bella stagione. Soffre anche la cocciniglia. (Fiore: fiori in pannocchiette erette lunghe circa 5-10cm. che sbocciano in marzo-aprile; a seguito della fioritura, sugli
individui femminili, si formano bacche ovoidali scarlatto brillante di lunga durata. Essendo piante dioiche, però, servono individui di entrambi i sessi per
ottenere i frutti
. Propagazione: per talea, tagliando rametti di circa 10-15cm. con annessa una porzione del ramo portante in agosto-settembre.
Si mettono a radicare in un miscuglio di sabbia e torba all’aperto e si ripiantano l’anno successivo.
Potatura: in marzo e solo di svecchiamento dei rami più lignificati che tendono a svuotarsi alla base, potando fino a 50cm dal piede.Avversità: cocciniglia e marciume a causa di ristagni. Maculature nere sul fogliame sono spesso indice di cattive condizioni ambientali, particolarmente del terreno)

Arbutus unedo–>Corbezzolo
Famiglia: Ericaceae

Sempreverde che nasce nei suoli più poveri della macchia mediterranea. Predilige i terreni acidi anche se si adatta a quelli argillosi, a condizione che siano ricchi di acidi umici. Il suo sviluppo soprattutto nei primi anni di impianto, è abbastanza lento e, tendenzialmente, ha portamento arbustivo. La chioma è densa e tondeggiante, a volte un po’ disordinata, verde scuro e lucido. Le foglie sono molto decorative: lucide, coriacee, di color verde scuro la lamina superiore e verde più chiaro quella inferiore e finemente dentate, di forma ellittica. Una delle sue più belle peculiarità, è la presenza di piccoli fiori delicati e aggraziati, di forma campanulata e di color bianco-avorio lucido, insieme alle bacche tondeggianti, carnose e rosse. In alcune regioni italiane è consuetudine utilizzare i frutti del Corbezzolo per preparare marmellate e per produrre acquavite. (Fiore: compaiono fra ottobre e dicembre in pannocchie corimbose
pendule di 7-8cm di lunghezza, al termine dei rami. Leggermente campanulati, con corolla color avorio e stami con antere color ruggine.
Frutto: rosso-arancio di circa 2cm., con epicarpo che ricorda una fragola o un litchis, carnosa prodotti dai fiori dell’anno precedente)

Azalea
Ericaceae

L’azalea non costituisce un genere a sé ma rientra nel genere dei rhododendron. Tale genere si divide in due gruppi: i rododendri, grandi arbusti sempreverdi o decidui, e le azalee, arbusti nani sempreverdi, a foglie verdi, oppure piccoli e decidui. Fino a pochi anni fa si credeva erroneamente che fossero due specie distinte, ma in realtà sia azalee che rododendri fanno parte di un unico genere, quello dei Rhododendron appunto, che a sua volta fa parte della famiglia delle ericacee. Hanno taglia media, raggiungono i 40-90 cm di altezza; i sottili fusti, semilegnosi, sono densamente ramificati, e danno origine ad arbusti tondeggianti o allungati; le foglie sono ovali, di colore verde scuro, ruvide e leggermente cuoiose; in primavera, prima che spuntino le foglie, producono numerosi fiori a trombetta, riuniti in mazzetti, all’apice dei rami, di colore rosato, rosso o bianco; esistono numerosissime cultivar ed ibridi. Le varietà
sempreverdi temono leggermente il freddo, si coltivano quindi come piante da appartamento; le varietà a foglia caduca o semisempreverdi si coltivano invece
in giardino. Il substrato è sicuramente l’elemento che riveste maggiore importanza per coltivare con successo queste piante. Le ericacee hanno infatti bisogno di terreno tendenzialmente acido, con un ph ottimale che si aggira intorno al 5/5,5. Un ph troppo elevato inibisce l’assorbimento delle sostanze nutritive ed è la causa più frequente della clorosi, che si manifesta con l’ingiallimento delle foglie. Queste piante necessitano di un terreno abbastanza ricco di sostanze organiche, ben drenato e senza ristagni idrici, e non devono essere piantate troppo in profondità, dato che hanno l’apparato radicale molto superficiale.Possono essere coltivate anche in vaso, ricordandosi della maggiore richiesta di annaffiature delle piante in vaso rispetto a quelle poste in piena terra. Nelle zone con clima tendenzialmente mite le azalee si pongono a dimora in luogo soleggiato; nelle zone con estati calde è invece consigliabile posizionare le azalee in luogo semiombreggiato o ombreggiato. Le varietà da giardino non temono il freddo, anche in caso di temperature molto rigide.  Per una sana e regolare crescita della pianta è molto importante la concimazione. Dopo l’avvenuto attecchimento della pianta si dovrà concimare periodicamente con prodotti specifici per piante acidofile; l’ingiallimento delle foglie, dovuto a clorosi, si ostacola fornendo periodicamente un ammendante a base di chelati di ferro.

Berberis
Crespino – Berberidaceae

Genere che conta circa 450 specie di arbusti o piccoli alberi, sempreverdi o a foglia caduca, originari dell’Asia, dell’Europa e del Cile. Hanno fusti sottili, molto ramificati, che portano piccole foglie ovali o lanceolate, di colore verde chiaro, verde scuro, o porpora; le specie sempreverdi hanno fogliame cuoioso e lucido. Gran parte delle specie presentano spine acuminate lungo le ramificazioni, che le rendono adatte alla preparazione di siepi difensive. In primavera producono piccoli grappoli di fiori di colore giallo, biancastro o verdastro, in genere penduli. Tra le tante varietà ed ibridi esistono vari tipi di portamento, dagli arbusti di media grandezza, alti fino a 150-200 cm, ai piccoli arbusti, che raggiungono al massimo i 40-50 cm; esistono anche varietà prostrate e striscianti. Tra i più coltivati ricordiamo B. thumbergii, arbusto a foglia caduca o semisempreverde, di colore verde scuro, la varietà “atropurpurea” ha foglie color porpora scuro,
mentre la varietà “aurea” ha foglie verde-giallo; B. buxifolia è sempreverde, con foglie ovali, cuoiose; B. frikartii ha foglie lanceolate, di colore verde scuro. Esposizione: i berberis prediligono le posizioni soleggiate; possono comunque essere posti a dimora anche in luogo semiombreggiato, ma non amano l’ombra completa. La gran parte delle specie non teme il freddo. Necessitano di un terreno molto ben drenato, sciolto e ricco di materia organica. In autunno spargere attorno alla pianta del concime organico.Possono venire colpiti dagli afidi e dall’oidio.

 

 

Bignonia
(rampicanti)

La Bignonia grandiflora è originaria della Cina e del Giappone, fra le altre specie di Bignonia ricordiamo la Bignonia radicans che è originaria dell’America, questa pianta presenta delle radici avventizie per mezzo delle quali si aggrappa ai sostegni e a fiore arancione ed è a foglia caduca, poi c’è la Bignonia  icasoliana con fiori rosei e la Bignonia capreolata che è sempreverde e con fiori arancioni. Le bignonie caduche sono più rustiche e possono vivere abbastanza bene in tutta Italia purchè vengano poste in una posizione soleggiata, e visto che hanno un apparato radicale vigoroso bisogna piantarle dove la terra è profonda. E’ una pianta che se trova il suo clima e posizione ideale diventa anche infestante. E’ buona norma potarla vigorosamente in inverno per ottenere grandi fioriture nella stagione successiva. (fioritura: Dall’inizione della primavera all’autunno inoltrato dove il clima è mite Potatura: E’ buona regola
potare in inverno per favorire le fioriture nella stagione successiva.
Avversità: Bisogna praticare un trattamento con un fungicida ad ampio spettro prima che le gemme ingrossino.)

Bougainvillea
(rampicanti)

Genere di circa 10 specie di piante rampicanti, originaria delle zone tropicali e sub-tropicali dell’America meridionale. Rustica solo nelle regioni a clima mite, nelle altre parti deve essere riparata in inverno. Rampicante deciduo o sempreverde, con fusti legnosi dalle splendide brattee colorate. Infatti i fiori sono molto piccoli e insignificanti, ognuno è avvolto in 3 brattee di consistenza fogliacea che possono essere di vari colori. Sono delle piante sensibili al freddo, richiedono una temperatura minima di 7-10°. Durante il periodo di riposo mantenere la pianta quasi all’asciutto, per poi ricominciare le innaffiature con la ripresa  egetativa. In primavera bisogna potare i rami dell’anno precedente lasciano però una porzione di 2-3 centimetri. E’ una pianta dalla crescita vigorosa, se il  lima è adatto può raggiungere gli 8 metri.  Possono essere coltivate anche in vaso, occorrono però potature drastiche, rinvasi e concimazioni regolari per mantenere le piante sane e conservare una vegetazione ordinata.

Buddleja davidii–>Albero delle Farfalle
Famiglia:Loganiaceae

Si annoverano almeno 100 specie diverse in questo genere, provenienti da diversi continenti del mondo: America, Africa e Asia. Sono arbusti facili da coltivare e talvolta arrivano anche a delle altezze importanti.La Buddleja davidii è molto rustica nel sopportare alte temperature e importanti escursioni di parecchi gradi sotto lo zero. Non soffre di particolari avversità e tollera anche i suoli più pesanti. Può essere coltivata in vaso (ovviamente grande) in un terrazzo.Può essere un punto di forte attrattiva se utilizzata in macchia di più esemplari in un grande giardino oppure come esemplare unico, in un giardino di piccole
dimensioni.  Amano essere esposte al sole ma accettano anche la mezzombra dove, però, non fioriscono copiosamente. Non hanno particolari necessità rispetto al substrato anche se non è cosa sbagliata, favorirne l’impianto immettendo al terreno della buca, anche una buona quantità di sostanza organica mescolata a sabbia, in maniera tale da favorire il drenaggio. Infatti la Buddleja ama l’acqua quando è in piena fioritura ma un ristagno soprattutto nei mesi freddi, potrebbe metterla a dura prova. Vanno potate solo per dar una forma aggraziata all’arbusto o per contenerlo badando soprattutto che si potino i rami dell’anno precedente, quelli cioè che hanno portato fiori e si deve intervenire tra febbraio e marzo.

Callistemon

genere che conta circa trenta specie di arbusti sempreverdi di media grandezza, originari dell’Australia; ha crescita abbastanza lenta e in genere si mantengono di dimensioni vicine ai 150-200 cm di altezza. I fusti sono eretti, molto ramificati, rigidi, di colore bruno; le piccole foglie sono lanceolate, rigide e cuoiose, di colore verde scuro, in genere le nuove foglie primaverili sono color bronzo o rossastro. A partire dalla primavera inoltrata, fino a settembre, all’apice dei rami sbocciano lunghe pannocchie costituite da piccoli fiori con vistosi stami colorati; l’infiorescenza ha l’aspetto di un piumino, in genere di colore rosso, ma esistono specie e cultivar con fiori bianchi, verdi, gialli o porpora. Questa pianta molto decorativa si utilizza in genere come esemplare singolo, anche ad alberello. Le potature si praticano dopo la fioritura. I callistemon amano le posizioni soleggiate, ma si sviluppano senza problemi anche in zone semiombreggiate. Queste piante possono sopportare senza problemi brevi periodi con temperature inferiori di poco allo zero, ma temono le gelate intense;  questi arbusti sopportano anche condizioni di sviluppo molto sfavorevoli, anche in terreni siccitosi; per ottenere una buona fioritura ed uno sviluppo abbondante è però bene annaffiare regolarmente, attendendo che il terreno asciughi bene tra un’annaffiatura e l’altra. Porre a dimora in terreno fresco, ricco di materia organica, molto ben drenato e leggermente acido.

Camellia japonicaà–> Camelia
Camelia-Theaceae

Il genere camellia riunisce circa un centinaio di specie di arbusti sempreverdi, originari dell’Asia centrale e meridionale; devono il loro nome al botanico gesuita Kamel, che nel 1600 le importò in Europa dalle Filippine. La specie più coltivata in Europa, da secoli, è la camellia japonica ed i suoi vari ibridi. Si tratta di un arbusto di medie dimensioni, con grandi foglie coriacee, ovali, di colore scuro e lucido, sempreverdi; le camelie vengono coltivate per la loro fioritura tardo invernale, i grandi fiori, simili a rose molto doppie, sono molto decorativi, ed a volte intensamente profumati.  In Italia si coltiva anche la camellia sasanqua, con fiori semplici, che sbocciano in pieno inverno, in genere a dicembre.  Nel resto del mondo vengono coltivate decine di specie, tra cui la camellia sinensis, pianta dai cui germogli si ottiene il te, o la camellia oleifera, dai cui semi in cina si ottiene un olio alimentare. Queste piante non temono il freddo, e possono sopportare gelate anche intense, solo che spesso portano i boccioli già in pieno inverno: è quindi consigliabile posizionare l’arbusto in luogo riparato dal vento invernale, in modo che non possa disseccare fogliame e boccioli.  Possono sopportare periodi di siccità anche prolungati, soprattutto se il clima è fresco o freddo; in estate invece necessitano di annaffiature molto frequenti, evitando in ogni modo i ristagni idrici, che portano rapidamente al
marciume radicale e ad un rapido deteriorarsi della pianta; Anche le concimazioni verranno fornite in autunno e in primavera, evitiamo le concimazioni ed eccessive annaffiature in inverno. Le camelie prediligono terriccio fresco, non particolarmente ricco di materia organica, molto ben drenato, e possibilmente specifico per piante acidofile; la carenza di ferro disponibile nel terreno provoca rapidamente la clorosi fogliare.I fiori delle camelie hanno colore rosa o bianco, ma esistono alcune varietà a fiore rosso e pochissime varietà a fiore giallo; in genere le piante di camelia alternano anni con fioriture eccezionali ad anni con pochi fiori. Le camelie sono molto longeve, e con il passare degli anni possono raggiungere i 6-7 metri di altezza.

Carpenteria californica–> Anemone a cespuglio

Hydrangeaceae

Arbusto sempreverde originario della California. Ha fusti eretti, non molto ramificati, di colore marrone-rossastro; le foglie sono alterne, prive di picciolo, ovali, lunghe 10-15 cm, di colore verde scuro brillante, lucide e cuoiose. In giugno e luglio produce numerosi mazzetti di grandi fiori di colore bianco neve, con lunghi stami giallo-oro, delicatamente profumati, molto simili agli anemoni. Questa pianta ha origini molto antiche, è una specie protetta nella zona d’origine; nonostante la sua bellezza e le poche esigenze di coltivazione, non viene molto utilizzata nei giardini europei.Da porre a dimora in luogo molto luminoso, ma parzialmente ombreggiato, soprattutto nelle ore più calde della giornata; in genere possono sopportare senza problemi brevi periodi con temperature molto al di sotto dello zero, ma è comunque consigliabile porre le carpenterie in luogo riparato, ed eventualmente coprire gli esemplari giovani durante l’inverno.Preferiscono terreni ricchi, sciolti e ben drenati, ma si possono adattare a qualsiasi terreno.

Cercis siliquastrum –>Albero di Giuda
Famiglia: Cesalpiniaceae

Piccolo albero originario della Cina, dell’America settentrionale e dell’Europa meridionale. Molto rustico, sopporta benissimo lunghi periodi siccitosi e si
trova al suo meglio in terreni carsici e morenici, quindi necessita di suolo non ricco e con un buon drenaggio. Albero dalla fioritura copiosa che appare
quando ancora tutto attorno è ancora quasi completamente spoglio, sui rami nudi e scuri, contrastando magnificamente il colore dei fiori. La parte aerea è
vaporosa, con foglie cuorifomi, di color verde chiaro. Non necessita di cure particolari tantomeno di potature se non di qualche ritocco della forma.

Ceanothus–> Lillà
Rhamnaceae

Genere che comprende 45-50specie di arbusti caduchi o sempreverdi originari dell’America settentrionale, soprattutto della California. La specie più coltivata nei giardini è sempreverde, a crescita lenta, con piccole foglie verde scuro brillante sulla pagina superiore, verde-grigiastre sulla pagina inferiore e leggermanete pubescenti. La corteccia è verde negli esemplari giovani, con il tempo diventa marrone; dalla primavera all’inizio dell’estate produce piccoli fiori bianchi o azzurri, riuniti in vistose pannocchie.Preferisce posizioni luminose, anche esposte per alcune ore ai raggi diretti del sole; non teme il freddo invernale, ma si consiglia di porre a dimora i ceanothus in luogo protetto dai venti freddi. Preferisce terreni sciolti, ben trenati, ricchi di sostanza organica. (Moltiplicazione: avviene per talea semilegnosa e si pratica in estate; praticare numerose talee, poichè la radicazione non è sempre facile. Le nuove piantine vanno coltivate per un paio d’anni in vaso prima di poter essere messe a dimora. Avversità: teme particolarmente la clorosi ferrica, che si può evitare facilmente fornendo saltuariamente fertilizzanti a base di ferro).

Celastrus orbiculatus–> Celastro

Celastraceae

Vigorosa pianta rampicante decidua originaria dell’Asia orientale.I fusti sono scuri, semilegnosi o legnosi; le foglie sono verde scuro, arrotondate, con margine finemente seghettato, cerose. In primavera produce numerosi grappoli di fiori verdastri, che sbocciano all’ascella fogliare; in estate i fiori lasciano il posto a decorative bacche legnose di colore verde o giallo, che maturando tendono a spaccarsi lasciando intravedere le bacche carnose che contengono, di colore rosso brillante. Questa pianta viene molto utilizzata nelle composizioni floreali, va potata spesso poiché tende a diventare invasiva. Preferisce posizioni soleggiate, ma cresce senza problemi anche all’ombra parziale o totale; non teme il freddo.Preferisce terreni sciolti, ben drenati, ricchi di materia organica, ma spesso cresce anche in terreni sfavorevoli, poveri e siccitosi.. L’oidio e la ruggine possono causare danni alle foglie, senza farci preoccupare per la sopravvivenza
della pianta. Gli afidi attaccano i fiori e i frutti, rovinando le parti più decorative della pianta. Tripidi e larve defogliatrici possono rovinare le foglie.

Chaenomele japonica–>Fiori di pesco

Arbusto di medie dimensioni, di origine Asiatica, molto diffuso nei giardini, strettamente imparentato con le mele e con le mele cotogne. .Si tratta di un arbusto che in genere  si mantiene al di sotto dei due metri di altezza, con fusti eretti, scarsamente ramificati, spesso ricoperti da spine acuminate, a foglia caduca. Il fogliame è di colore verde scuro, ovale o lanceolato, e si presenta dopo la fioritura. I fiori del chaenomeles ricordano molto i fiori dei meli, anche se in genere le specie coltivate in giardino sono molto più fiorifere di una pianta da frutto, e presentano fiori molto colorati, nelle tonalità del rosa, e per questo vengono comunemente chiamati fior di pesco. I fiori di chaenomeles sbocciano in piccoli grappoli, ben sparsi lungo i rami privi di foglie, verso la fine dell’inverno. Verso la fine della fioritura compaiono anche le foglie, ma sicuramente questi arbusti sono molto più vistosi quando privi di foglie, In primavera inoltrata ai fiori seguono piccoli frutti, simili a piccole mele cotogne; si tratta di frutti commestibili, anche se possono venire mangiati solo dopo cottura. Si adattano a qualsiasi terreno e anche ad un clima molto rigido o asciutto. Trovano posto in un luogo ben soleggiato, vicino ad altri arbusti o come esemplari singoli; con i fior di pesco spesso si creano  delle piccole siepi spinose, spoglie in inverno, ma fitte e dense in estate. Sopporta temperature molto rigide, anche vicine ai -15°C, quindi non necessita di coperture, neppure durante l’inverno più freddo e rigido. Quando i fiori sono appassiti è bene potare l’arbusto ogni anno, altrimenti tende ad avere uno sviluppo eccessivamente intricato e denso, privando i rami più interni di insolazione e tendendo negli anni a fiorire sempre meno. Questa pianta poi ben si sposa con gli altri arbusti a fioritura primaverile, come chymonanthus, deutzie o forsizie.

Chimonanthus praecox–> calicanto

Arbusto da giardino che produce per primo il fiore, ancora nel pieno dell’inverno, anche con climi molto rigidi. Questo arbusto è diffuso in natura in Asia ed in
Europa, ha lunghe foglie lanceolate, non particolarmente decorative; la sua particolarità è quella di produrre fiori molto prima delle foglie, sui fusti ancora nudi, privi di picciolo; questi fiori sbocciano in gennaio, in pieno inverno, e sono delicatamente profumati. Pianta moto rustica, che non teme nemmeno le gelate più intense e che si accontenta delle piogge; non ha sviluppo eccessivamente rapido, quindi non necessita di vigorose potature. In genere non necessita di particolari cure, si sviluppa senza problemi anche nella comune terra dagiardino e non necessita di annaffiature se non durante periodi di persistente
siccità. Prediligono posizioni non eccessivamente soleggiate, ma dove possa godere di almeno alcune ore di sole diretto al giorno, soprattutto in inverno;
il terreno migliore è fresco e profondo, non eccessivamente calcareo, leggermente acido.

Citrus Limon

Il limone è un albero da frutto originario dell’India e dell’Asia.I limoni producono due fioriture all’anno, in primavera e in estate inoltrata, a cui seguono due
fruttificazioni; i fiori sono bianchi e delicatamente profumati, i frutti sono gialli, ovali, con buccia sottile e molto aromatica e polpa succosa. I frutti, prodotti in seguito alle fioriture, possono rimanere sull’albero anche un paio di mesi dopo la completa maturazione, senza perdere alcuna delle loro qualità; per questo motivo è possibile che su una stessa pianta coesistano frutti maturi, frutti verdi, frutticini e fiori. Per il consumo familiare infatti si colgono i frutti quando servono, senza staccarli dalla pianta anzitempo. In realtà uno dei pregi del limone è anche il fatto che questi frutti possono tranquillamente maturare anche dopo essere stati staccati dall’albero, quindi commercialmente vengono prelevati dalla pianta quando raggiungono le dimensioni adatte alla vendita.Le zone in cui viene più facilmente coltivato si trovano nel meridione, dove più difficilmente gelate precoci o tardive o venti freddi compromettere il raccolto. In realtà queste piante possono sopravvivere senza problemi nella gran parte della penisola, salvo nel zone più a nord, i limoni possono sopportare anche gelate, ma solo se di leggera entità e breve durata.  Queste piante, pur sopportando la siccità, non la amano particolarmente; si utilizza per i limoni un buon terriccio ricco, leggermente acido, che presenti anche un’ottimo drenaggio, poichè il ristagno idrico porta rapidamente a marciumi radicali, dannosissimi.

Clematis–>Clematide

Ampio gruppo di arbusti o piccole piante, spesso rampicanti, diffusi in gran parte dell’emisfero boreale, nelle zone a clima temperato; si contano parecchie decine di specie botaniche, che vanno dal grande arbusto rampicante sempreverde, fino a piccole specie erbacee. Tutte le clematidi presentano fiori molto particolari, la parte più vistosa di essi sono infatti i sepali, colorati come grandi petali, che racchiudono al loro centro alcuni stami spessi; nelle specie botaniche i sepali sono in genere 4-5, abbiamo però ibridi con 5-7 sepali, ed anche doppi o stradoppi. Quando il fiore appassisce la pianta produce una particolare infruttescenza, costituita da una sfera di piccoli semi ricoperti da una sottile peluria e muniti di una lunga coda; quindi anche in seme ci donano un aspetto aggraziato e piacevole.La maggior parte delle clematidi disponibili sono ibridi, a foglia caduca; sono caratterizzati da grandi fiori colorati, in genere nei toni del blu, rosa e viola, che fioriscono a partire dall’inizio della primavera fino a fine estate.Producono sottili fusti semilegnosi, che portano numerose grandi
foglie, di colore verde scuro, munite alla base di lunghi viticci, con cui la pianta si sostiene a rami, bastoni, graticci. Queste piante durante l’inverno tendono a disseccare la maggior parte della parte aerea, e in una sola stagione vegetativa possono produrre fino ad un paio di metri di rami, ricoprendosi di fiori a più riprese. Si possono coltivare in tutte le zone d’Italia, anche dove l’inverno è abbastanza rigido, ricordando di porle in luogo riparato dal vento se viviamo al nord, e in un luogo leggermente ombreggiato se viviamo al sud. E’bene utilizzare un buon terriccio fresco e ricco, leggermente calcareo, molto ben drenato; la regola da tener presente nel posizionarle in giardino è quella di tenerele con i piedi al fresco e la testa al sole.

Cornus alba–> Corniolo

Cornaceae

Arbusto a foglie caduche originario dell’Asia centro-meridionale, che raggiunge i 150-200 cm di altezza. I fusti sottili hanno portamento eretto, ramificano abbondantemente con il passare degli anni; hanno corteccia verde, che diviene di colore rosso-marrone in inverno, quando la pianta ha già perso tutte le foglie. Le foglie sono ovali, o lanceolate, di colore verde chiaro; esistono numerose cultivar, anche con foglia variegata, come C. alba elegantissima; in autunno sfoggiano una colorazione accesa, rossa o aranciata. In primavera inoltrata producono grappoli di piccoli fiori bianco-crema, seguiti da bacche di colore bianco o bluastro. I cornus alba producono numerosi succhioni basali, che spesso hanno colorazione più intensa dei fusti più vecchi, è quindi consigliabile non estirparli tutti. Preferisce posizioni soleggiate nei luoghi con estati non troppo calde, altrimenti gradisce luoghi leggermente ombreggiati nelle ore più calde della giornata. Non teme il freddo invernale.Ama i terreni sciolti, fertili e abbastanza drenati, leggermente acidi per cui è fondamentale aggiungere della torba nella buca al momento delll’impianto, e procedere negli anni annaffiando con acqua piovana, o con acqua lasciata decantare per almeno mezza giornata; nel porlo a dimora è bene ricordare di preparare un ampia buca, che va riempita sul fondo con argilla espansa o altro materiale drenante, quindi coprire con un miscuglio di terriccio bilanciato, terriccio di foglie e poca sabbia. In genere comunque i cornus alba dimostrano di potersi sviluppare senza problemi anche nella comune terra da giardino.Avversità: viene frequentemente colpito dalla cocciniglia e dai ragnetti rossi, può ammalarsi di mal bianco.

Cotinus coggigria–> Albero della nebbia

Anacardiaceae

Arbusto o piccolo albero, a foglie caduche, originario dell’Europa; gli esemplari adulti possono raggiungere dimensioni vicine ai 3 mt. Ha portamento eretto, tondeggiante, con chioma densamente ramificata e abbastanza disordinata; i rami hanno corteccia verdastra, che diventa grigia con il passare delgi anni, abbastanza liscia. Le foglie sono ovali, con picciolo molto lungo, di colore verde brillante, ma esistono numerosi cultivar con foglie rosso porpora, marrone o giallo; in primavera produce grandi infiorescenze costituite da piccoli fiorellini gialli, che in estate lasciano il posto ai frutti, drupe semilegnose circondate da una lunga peluria rosata, che rende l’infruttescenza simile ad una palla di bambagia sottile e piumosa. Se non si ama il fiore, molto particolare, ma si preferiscono le foglie, si può potare in autunno la pianta a circa 30-40 cm dalla base, in questo modo l’anno successivo non fiorirà, ma produrrà numerose foglie molto colorate. C. obovatus è una specie americana di dimensioni vicine ai 7-8 m di altezza, con foglie verdi. Questo arbusto decorativo necessita di posizioni in pieno sole, in zone ben ventilate; non teme il freddo, e sopporta senza problemi i periodi torridi di luglio e agosto. Preferisce terreni profondi,
molto ben drenati, non troppo ricchi; si sviluppa comunque senza alcun problema in qualsiasi terreno. Difficilmente il cotinus viene attaccato da parassiti o
da malattie, anche se può capitare che gli afidi rovinino i nuovi germogli.

Cotoneaster–> Cotonastro

Rosaceae

Originaria della Cina e dell’Himalaya, conta cinquanta specie di arbusti a foglie decidue o sempreverdi, a portamento variabile, eretto o prostrato. Le specie decidue in autunno si ricoprono di colori vivaci, le sempreverdi sono adatte a formare siepi e quelle prostrate per coprire il terreno. Le foglie sono piccole di colore verde brillante, che diventano rossastre in autunno. I fiori sono a stella, bianchi o rosa. In estate i fiori danno frutti ovoidali di colore rosso. Stanno
bene in pieno sole ma tollera anche l’ombra; resiste al freddo e agli sbalzi termici; non sopporta la siccità, Il terreno deve essere continuamente innaffiato fino alla fine del periodo caldo, cresce bene nei terreni argillosi e ben drenati, senza ristagni. In estate il fusto e le foglie possono essere attaccate dagli afidi e dalle cocciniglie, che rendono le piante fuligginose e appiccicaticce. Il mal del piombo attacca le foglie che diventano grigio argento e i rami che si seccano. Potatura: Nelle specie a foglia caduca si effettua a fine inverno. Nelle sempreverdi all’inizio della primavera.

Crataegus–>Biancospino

Rosaceae

Il genere crataegus comprende circa duecento specie di alberi ed arbusti a foglia caduca, originari dell’Europa, dell’Asia e del nord America; hanno portamento eretto e producono una chioma disordinata, gli arbusti raggiungono i 3-4 metri di altezza, gli alberi raggiungono un’altezza massima di 6-8 metri. Le foglie sono di colore verde scuro, caduche. In primavera produce piccoli fiori a cinque petali, di colore bianco o rosato, semplici; esistono numerosi ibridi con fiori dai colori vistosi, spesso doppi o stradoppi. In estate ai fiori succedono bacche ovali, di colore rosso, che in genere rimangono sulla pianta per tutto l’inverno. I
frutti di biancospino sono commestibili, e possono essere utilizzati per preparare confetture.Prediligono posizioni soleggiate o semiombreggiate; la gran parte delle specie di biancospino non teme il freddo. Sono alberi ed arbusti molto vigorosi e robusti, resistenti alle intemperie ed all’inquinamento, vengono infatti spesso utilizzati nelle alberature stradali.

 

 

 

Cycas revoluta–>Cicas

Cycadaceae

pianta sempreverde originaria dell’Asia; si tratta di una delle piante più antiche della terra, anticamente era diffusa su tutto il globo. Sviluppa un fusto corto, tozzo, legnoso, ricoperto da scaglie brune; all’apice del fusto si sviluppa una larga corona costituita da lunghe foglie pennate, rigide, di colore verde scuro. Hanno crescita molto lenta, e gli esemplari adulti possono raggiungere i 200-300 cm di altezza; si tratta di piante molto longeve. La Cycas è una pianta dioica
(che produce cioè fiori solo maschili o femminili), per cui ci sono due tipi di infiorescenza diverse. Le cycas amano le posizioni soleggiate, o leggermente ombreggiate; in genere possono sopportare temperature di qualche grado inferiori allo zero, per periodi non troppo prolungati. Nelle regioni centro meridionali si possono coltivare in giardino, mentre al nord sono piante da contenitore e durante l’inverno si pongono al riparo in appartamento o in serra fredda. La Cycas è una pianta che cresce in terreni ben drenati e odia i ristagni idrici. Per questo motivo si raccomanda di aggiungere al substrato di coltura materiale drenante (pomice, agriperlite, sabbia, argilla espansa o simili). Il terriccio deve essere anche ben ricco di humus e soffice. Spesso accade che le foglie delle cycas ingialliscano, questo fenomeno può essere dovuto a carenze nutrizionali o idriche, oppure all’attacco da parte delle cocciniglie, che dovrebbero essere ben visibili al di sotto delle foglie. In genere l’ingiallimento da carenze nutrizionali è diffuso in zonature ampie su tutta la foglia, mentre l’ingiallimento da cocciniglia causa delle caratteristiche punteggiature

Ficus carica sativaàFico, Fico domestico

Famiglia: Moraceae


Pianta da frutto spontanea nelle regioni del bacino del Mediterraneo, comunque diffusa in tutta Italia e coltivata in ampie superfici.A differenza del suo parente prossimo, il Fico selvatico o Caprifico, necessita di suoli un po’ più profondi e moderatamente fertili per poter dare spazio ad un’ampia fruttificazione. Da evitare, dove possibile, di piantumare vicino casa, un albero che sia per l’invadenza dell’apparato radicale sia per la cascola dei frutti, non renderà facilissima la coabitazione, senza considerare, poi, il fatto che i suoi frutti zuccherini, una volta giunti a maturazione, attirano moltissimi insetti. Come avrete già letto non necessita di particolari cure, fatto salvo il dargli comunque una posizione un po’ riparata nelle regioni più fredde e un terreno che non sia eccessivamente umido e compatto. Va ricordato che necessita di almeno 3-4 anni dalla messa a dimora, prima di regalare i suoi dolci e gustosi frutti. (Propagazione: soprattutto per talea, prelevando in estate porzioni di rami aventi 2-3 anni, lunghe 30-40cm. e piantandole in vivaio o direttamente in
piena terra. Si moltiplica anche staccando dei polloni radicati alla base della pianta madre)

 

Gaggia–> Robinia–> Acacia

Gattice –> Pioppo bianco

Gelso

GELSO BIANCO

gelsob.jpg gelsobianc.jpg gelsobi.jpg

Pianta asiatica diffusa per il legno e i frutti e successivamente per il baco da seta. Si adatta facilmente e resiste al freddo, si trova dallapianura agli800 mt di h.  Fiorisce ad Aprile Maggio con infiorescenze maschili in amenti cilindrici di 2-4 cm , infiorescenze femminili in amenti ovali di 1 cm o meno con breve peduncolo: per frutti produce more dolci di color bianco-rosato. E’ simile è il G. Nero (Morus nigra L.) che ha foglie più piccole e frutti che a maturità passano dal color porpora al nero

GELSO DA CARTA

gelsocarta1.jpg gelscart.jpg gelsca.jpg

Albero dalla vasta ed espansa chioma che può arrivare ai 15 mt d’altezza ed è usato per alberature stradali. Pianta abbastanza adattabile, indifferente al terreno, sopporta il freddo e zone poco soleggiate. A Maggio /Giugno fiorisce con infiorescenze maschili in amenti cilindrici e femminili in capolini sferici mentre il frutto è sferico e arancione. La corteccia macerata, in Oriente, era un tempo utilizzata per produrre carta.

Gelsomino

GELSOMINO BIANCO

gelsbianco.jpg gelsbian.jpg

Arbusto rampicante diffuso per la bella fioritura e il gradevole profumo. Predilige esposizioni al sole o in mezza ombra, è abbastanza resistente al freddo .
La fioritura va da Maggio a fine estate e vede fiori dalla corolla tubiforme, bianchi a 5 petali.

GIALSOMINO D’INVERNO

gialsinver.jpg gialsinv.jpg

Arbusto rampicante originario della Cina, presenta precoce e intensa fioritura (Febbraio/Marzo prima delle foglie, fiori gialli , numerosi e vistosi) ed è facile da coltivare. Non teme ne il gelo ne la siccità . I rami ricadenti, toccando il terreno, tendono ad emettere radici, cosa che ne favorisce una rapida diffusione.

Ginko Biloba

ginko4.jpg ginko3.jpg ginko1.jpg ginko.jpg

Albero che può raggiungere i 35 mt. cresce rapidamente ed è largamente diffuso nel parchi d’Europa, perché adattabile a qualsiasi clima. Verso Marzo produce infiorescenze maschili di 6-8 cm r femminili giallo-verdi poco appariscenti; per frutti produce drupe carnose. Resiste bene agli ambienti di città e non presenta gravi malattie parassitarie.

Ginepro Comune (Juniperus communis)

ginepro1.jpg ginepro.jpg

Molto comune in tutto il settentrione, dalla forma arbustiva(fino 8 mt) o ad alberello (fino 15 mt), nana e prostrata, raggiunge però anche latitudini importanti. Vive fino a 1000 anni senza particolari necessità. Fiorisce a Febbraio fino ad Aprile con infiorescenze maschili ovali formate da 3-6 sacche polliniche e femminili formate da 3-4 squame; produce galbuli sferici neri.

GINEPRO FENICIO, CEDRO LISCIO

ginepfenicio.jpg ginefenicio1.jpg

Ha crescita molto lenta ma è molto longevo con corteccia sottile che tende a desquamarsi.Presente nella macchia mediterranea specialmente su suolo calcareo.

GINEPRO ROSSO

ginerosso1.jpg ginerosso.jpg

Arbusto sempreverde tipico della macchia mediterranea molto resistente alla siccità e alla salsedine.

GINEPRO SABINA

ginepsabina.jpg ginesab.jpg

Specie di ginepro coltivata a scopo ornamentale poichè forma larghi cespugli, ha foglie squamiformi di colore verde intenso e odore sgradevole

Ginestra (Spartium junceum)

ginestra.jpg ginest.jpg

Arbusto alto fino a 3 mt, diffuso al naturale su scarpate e terreni difficili, esposti al sole. E’ inoltre apprezzata anche come pianta ornamentale, per l’adattabilità e facilità di coltivazione; necessita di potature. La fioritura inizia a Maggio e prosegue per tutta l’estate, come frutto produce un legume nerastro.

GINESTRA CARBONAI

gincarbonai1.jpg gincarbonai.jpg

Arbusto di 2 mt d’altezza, apprezzato per la fioritura e la rusticità, non tollera però il gielo e predilige terreni acidi, profondi, senza ristagno idrico, a prevalente componente sabbiosa e ricchi. E’ diffusa nelle brughiere, lungo le scarpate rocciose o sabbiose, mai dove la vegetazione è fitta. Come altre Ginestre, è capace di arricchire di azoto i suoli.

GINESTRA DELL’ETNA

ginetna1.jpg ginetna.jpg

Alberello alto fino a 10 mt, vegeta in Italia sulle falde dell’ Etna e nella Sardegna orientale.

GINESTRA SPINOSA

ginspinosa.jpg ginesspinos.jpg

Arbusto sui 2 mt d’altezza tipico della fascia mediterranea, l’adattabilità e i rami spinosi la rendono adatta per siepi. A Maggio/ Giugno produce fiori di colore giallo isolati o a gruppi di due con calice campanulato.

Giuggiolo (Zizyphus sativa)

giuggiolo.jpg giugg.jpg

Albero/arbusto alto fino 8 mt, produce fiori primaverili a 2-3 infascetti ascellari, i rami sono spesso spinosi. Caratteristici i frutti.

Gledizia—> vedi Spino di Giuda

Glicine

glicine.jpg

Rampicante molto ornamentale, è abbastanza adattabile ma sopporta poco le basse temperature e necessita di esposizioni al sole. I fiori sono violacei, a grappolo, molto profumati e primaverili (possibile rifioritura estiva). Ama terreni umidi tendenzialmente argillosi e ricchi. Si consiglia una leggera potatura estiva ed una più energica durante il periodo invernale, quando non vi sono rischi di gelate. Il forte apparato radicale, può creare dei problemi alle strutture.

Ibisco

ibisco1.jpg ibisco.jpg

Pianta a cespuglio a lberello che si adatta molto bene anche ai terreni argillosi e quelli mediamente calcarei. Ama terreni umidi e freschi, possibilmente profondi e drenati ed esposizioni soleggiate. Molto utilizzata come pianta ornamentale per il fatto di sopportare potature ed essere specie rifiorente durante l’estate, periodo in cui fa bella mostra di fiori a 5 larghi petali con colori che variano dal bianco, al rosa-rosso, al violetto; per frutto produce una capsula ovoidale.

ibiscocinese.jpg Pianta ornamentale originaria della Cina e del Giappone da vaso e da giardino. Ama il sole e mal tollera il freddo. Apprezzato per i fiori poco persistenti(1 – 2 giorni)ma abbondanti dall’estate all’autunno.

Ilatro comune (Phillyrea latifolia)

ilatro3.jpg ilatro2.jpg ilatro1.jpg ilatro.jpg

Arbusto che non supera i 5mt, fa parte della vegetazione mediterranea, predilige climi miti e soleggiati. I fiori ,primaverili, sono giallastri , poco appariscenti in grappoli di 5-8 all’attaccatura delle foglie; il frutto è una drupa rossa e poi nera a maturità. Si moltiplica per propaggine.

Nella variante sottile ha foglie più sottili e meno nervature secondarie. Vegeta soprattutto lungo la costa tirrenica sino a 600 m di quota anche su terreni difficili.

Indaco bastardo, Falso indaco

indico.jpg indaco2.jpg indaco1.jpg

Arbusto di 4-5 mt molto adattabile, vegeta in luoghi soleggiati e sopporta bene il freddo. Fioisce nei mesi estivi durante la fogliazione con fiori piccoli a corolla, rossi-violacei, riuniti su infiorescenze a spiga; i frutti sono piccoli legumi. E’ specie molto invasiva.

Ippocastano (Aesculus hippocastanum)

ippocastano.jpg ippocast.jpg ippoca1.jpg ippoc.jpg

Pianta di altezza fino ai 20 mt risulta molto adattabile ai diversi terreni e alle condizioni climatiche, apprezzato per la chioma che crea vaste zone ombrose. A Maggio fiorisce con piccoli fiori maculati di rosa mentre i frutti sono ovali, di color verde con spine.

ipporosso.jpgLa varietà rossa presenta crescita rapida e grande adattabilità oltre ad una maggior resistenza all’antracnosi  (chiazze rossastre).

Kaki/ Diospiro

kaki.jpg kaki1.jpg kako2.jpg

Pianta alta fino ai 12 mt, è originaria dell’Oriente. Fiorisce a Maggio Giugno con fiori biancastri e poco visibili.
Kiwi (Actinidia Chinensis)

k.jpg kiwi1.jpg

Rampicante che raggiunge i 10 mt, presenta una gradevole fioritura estiva (fiori bianco-giallastri riuniti in racemi) ed è di facile coltivazione oltre che per l’estetica, per i frutti autunnali.

Koelreuteria paniculata

keeell.jpg kelreuter.jpg kelreute.jpg kelreut.jpg

Albero alto fino 15 mt conosciuto come pianta ornamentale grazie alle appariscenti pannocchie gialle dei fiori di Agosto e per i curiosi frutti che restano appesi a lungo sulla pianta (capsule a tre logge color marrone).

Lacrime d’Italia (Symphoricarpos albus Blake)

lacrme.jpg lacrime1.jpg lacri.jpg

Arbusto molto adattabile che resiste alle basse temperature e all’ inquinamento. In estate produce infiorescenze a racemo all’ apice dei rametti mentre per frutti dà bacche perlacee riunite in grappoli.

Lagestroemia

lagestroemia.jpg lagest.jpg lage.jpg

Alberello di circa 6 mt, viene dalla Cina ed è coltivato a scopo ornamentale, soprattutto per i fiori, vistose pannocchie a fiori rossi,rosa o bianchi che vanno da Luglio a Settembre . Si coltiva in tutti i climi miti, e sopporta bene l’inquinamento atmsferico. Da notare il tronco privo di corteccia.

Lampone (Rubus idaeus)

lampone1.jpg lampone.jpg

Arbusto presente in Italia sopratutto al Nord sino a 2000 di altitudine, dà fioritura ad Aprile/Maggio con infiorescenze a spina pendula.Predilige esposizioni soleggiate e terreni umidi.

Larice comune

larice1.jpg larice.jpg

Pianta alta fino a 40 mt, è tipica delle montagne dell’Europa centrale (tra 800 mt e 2500 mt), fiorisce ad Aprile/Maggio con fiori unisessuali, coni maschili gialli, femminili rossi. A differenza dalla maggior parte delle conifere in autunno perde le foglie. Si trova spesso insieme a faggi, abeti rosso, pini silvestre. Facilmente adattabile a diversi tipi di terreno purchè ben drenato. La resina (trementina di Venezia) viene usata nell’ industria delle vernici.

Lauroceraso (Prunus Laurocerasus)

lauroceraso2.jpg lauroceraso11.jpg lauroceraso1.jpg

Arbusto che arriva agli 8 mt di altezza, viene spesso utilizzato per siepi. Fiorisce in primavera con fiori buianche mentre, per frutto, produce drupe sferiche molto scure, presenta foglie lucide color verde scuro, persistenti che tollerano bene gli agenti inquinanti.

Leccio (Quercus ilex)

leccio2.jpg leccio1.jpg leccio.jpg

Pianta sempreverde della famiglia delle quercie che cresce lentamente ma vive a lungo, diffusa e abbondante nelle regioni mediterranee fino ai 1000 mt di altitudine; si trova in bochi puri o con pini, olmi, sughere, corbezzoli, roverelle. Non soffre in condizioni di aridità e non necessita di particolari condizioni di illuminazione e temperatura. Sopporta bene la potatura e si presta anche per alberatura stradale (h: 25 mt max).

Lentaggine (Viburnum tinus)

lentaggin.jpg lentaggi.jpg lentagg.jpg

Arbusto che arriva ai 3 mt di altezza, si può trovare naturalizzato tra la vegetazione mediterranea, è adattabile e facile da coltivare anceh se preferisce posizioni soleggiate e terreni ricchi. Il fiore, invernale e primaverile è composto da 5 petali bianchi e 5 sepali rossi, mentre fruttifera una drupa bluastra quando matura. Questo arbusto viene usato in vaso o per formare siepi o barriere sempreverdi.

Lentisco (Pistacia lentiscus)

lentisco.jpg lenti.jpg lent1.jpg

Arbusto che raggiunge i 5 mt diffuso nella macchia mediterranea. Si adatta facilmente al clima arido e non necessita di particolari tipi di terreno anche se predilige quelli silicei. Fiorisce da Marzo a Maggio con piccoli fiori rossastri o giallastri in pannocchie e produce in seguito piccole drupe prima rosse poi nere. Oggi questa pianta non è molto comune.

Libocedro

libocedro.jpg libocedr.jpg liboc.jpg libo.jpg

Pianta molto rustica, alta fino a 30 mt, è apprezzata per l’effetto ornamentale. Come frutto produce strobili ovali formati da squame.

Ligustro volgare

ligust.jpg ligu.jpg lig.jpg

In natura si trova nelle fasce boschive esterne (predilige il sole) sotto forma di arbusto alto 3-5 mt. Fiorisce in primavera/estate con fiori bianchi e piccoli bianchi, piccoli a pannocchia mentre per frutto da bacche nere. E’ usato per ornamento soprattutto per l’ adattabilità ambientale.
Con esso si compongono siepi poichè tollera bene la potatura.

La varietà lucida è usata nei viali in quanto presenta una forma contenuta e resistenza all’ inquinamento.Le foglie sono sempreverdi.

Lillà, Siringa, Serenella (Syringa vulgaris)

lil.jpg lilla.jpg

Arbusto che arriva ai 5 mt di altezza, è molto adattabile, resiste al freddo ma mal sopporta la siccità. E’ apprezzato ad uso ornamentale soprattutto per i fiori profumati che fioriscono in Aprile.

Limone (Citrus limon)

limone.jpg limone1.jpg

Conosciutissimo per il frutto ma apprezzato anche a scopo ornamentale. Tra le varietà ornamentali: L. florentina (l. toscano)con fiori e frutti in ogni stagione; L. lunario(l. 4 stagioni) che fiorisce a ogni luna stagione; L.salicifoglia con foglia allungatae rami penduli.Fiorisce da Aprile a Dicembre con fiori a petali bianchi.

Liquidambar

liquidambar2.jpg liquidambar1.jpg liquidambar.jpg

Pianta che raggiunge velocemente i 15 mt di altezza, risulta molto adattabile anche a terreni umidi ed inondati temporaneamente e resiste alle basse temperature. I fiori sono maschili, dati da ricettacoli eretti a pannocchia. e femminili pendenti. Viene utilizzata per il legno oltre che per effetto decorativo.

Liriodendro, Pianta dei tulipani

liorendro1.jpg liorendro.jpg

Pianta che può raggiungere i 30 mt di altezza, chiamata in questo modo perchè i fiori ricordano i tulipani, sono infatti grandi, di colore giallo verde e fioriscono in estate (Giugno/Luglio); vive a lungo, si adatta facilmente ai climi anche freddi ma predilige terreni profondi e fertili.

Maggiociondolo, avorniello, citiso comune, Laburnum anagyroides

maggiog.jpg maggio.jpg

Pianta che raggiunge i 10 mt e predilige  posizioni soleggiate e terreni calcarei a reazione sub-alcalina, pur tollerando anche gli altri. Si può trovare in antura insieme a Castagni, Carpini, Quercie e Faggi. Molto apprezzata la fioritura dai fiori gialli e primaverili (Maggio/Giugno).

Magnolia grandiflora

magnolia2.jpg magnolia1.jpg magnolia.jpg

Pianta csempreverde he può raggiungere i 25 mt di altezza e si sviluppa in climi miti, tollerando sporadici freddi intensi solo se piantata in posizioni soleggiate e al riparo dal vento. Ama terreni acidi e profondi. E’ apprezzata per i fiori bianchi e grandi estivi.

magnoliastell.jpgMolto conosciuta la varietà stellata, a forma di alberello che non supera i 3mt e la varietà di Soulange, ibrido dal polline sterile che arriva agli 8 mt e fiorisce a fine inverno prima della fogliazionemagnolsaul.jpg

Mandorlo

mandorlo3.jpg mandorlo1.jpg mandorlo.jpg

Essenza tipicamente mediterranea che va dai 5 ai 10 mt di altezza , i fiori che nascono a Gennaio/Marzo prima della fogliazione, sono bianchi con sfumature rosate; predilige pendii ben esposti senza particolari esigenze di terreno. La varietà da fiore si presenta ad alberello di altezza di 2 mt,molto rustico, è utilizzato in siepi.

Mahonia acquifolium

mahonia2.jpg mahonia1.jpg mahonia.jpg

Pianta ornamentale da vaso o per cespugli o siepi, ama terreni profondi, umidi e senza ristagni idrici. Fatica a sopportare il calcare e i climi rigidi. I frutti sono a grappolo formate da bacche bluastre.  Sono coltivate molte specie a scopo ornamentale come la M. japonica , con lunghe infiorescenze gialle e pendule che fiorisce in inverno (gennaio-marzo). M. lomariifolia , cespuglio a foglie composte lunghe oltre 50-60 centimetri, costituite da singole lamine fogliari (15-20 coppie) strette e dentate con margini pungenti con infiorescenze lunghe (20-25 centimetri) ed erette, di colore giallo invernali. M. pinnata ; con foglie composte imparipennate di colore verde quasi glauco; le infiorescenze sono corte ma larghe e giallastre.

Marruca o Spinacristi o Paliurus spina-christi

marruca2.jpg marruca1.jpg marruca.jpg

La Marruca, o Spinacristi si trova come arbusto tra la vegetazione mediterranea. Lo si può trovare impiegato per formare siepi impenetrabili grazie alle numerose spine.

Melo 

melo2.jpg melo1.jpg melo.jpg

Celeberrimo per il frutto di cui sono state selezionate innumerevoli varietà. Fiorisce in primavera con fiori biano rosati a 5 petali.

Famosa anche la varietà da fiore diffusa a scopo ornamentale; pianta dal rapido accrescimento, non possiede particolari esigenze di substrato, necessita però di molto sole.

Melograno

melograno.jpg melogr1.jpg melog2.jpg

Alberello che raggiunge i 5 mt, originario delle regioni orientali dei bacino mediterraneo e compone la macchia mediterranea. Cresce lentamente, e la sua coltivazione non richiede cure eccessive, solo esposizione soleggiata. Il melograno è apprezzato per la prolungata fioritura (fiori imbutiformi  rossi da Giugno ad Ottobre) e per il frutto autunnale.

Mimosa

mimosa1.jpg mimosa.jpg

La mimosa (Acacia dealbata) viene delle regioni sud occidentale dell’Australia.  Sopporta il gelo solo se breve e saltuario e viene danneggiata dal vento freddo (posizioni riparate e soleggiate). Predilige suoli acidi e ben drenati (h: max 15 mt).
 

Mirabolano /Prunus Cerasifera

mirabolano.jpg mirabolano2.jpg mirabolano1.jpg

Alberello di circa 6 mt di altezza, è una pianta apprezzata per i frutti (drupe gialle), come portainnesto per altri prunus coltivati, per la formazione di siepi frangivento e a scopo ornamentale lungo i viali.
Ascopo ornamentale è molto diffusa la varietà “pissardi” con le foglie colorate di rosso, fiori numerosi di colore rosa  (fioritura prima della fogliazione ad Aprile/Maggio) e bacche rosse.

Mirtillo

mirtillo1.jpg mirtillo.jpg

Cespugliop ceh non supera i 50 cm, è una specie spontanea nei boschi e nelle macchie cespugliose delle regioni italiane centro settentrionali e nelle zone montane.

Mirto

mirto1.jpg mirto.jpg

Arbusto tipico della vegetazione mediterranea, cresce lentamente ma è molto longevo, teme il freddo e sopporta la siccità; è usato per formare siepi ed è altresì apprezzato come pianta ornamentale, fiorisce a Maggio/Luglio con fiori bianco-giallastri e come frutto prodce bacche nero violacee piccole e commestibili.

Nespolo comune

nespolo2.jpg nespolo1.jpg nespolo.jpg

Arbusto di 5 mt di altezza (max) non comune, vegeta nelle boscaglie sino a 1000 m prediligendo esposizioni soleggiate e adattandosi a terreni poveri. Fiorisce a Maggio/Giugno con fiori solitari a 5 petali bianchi.

Nespolo Giapponese

nespologiappo.jpg nespologiapp.jpg nespologi.jpg

Albero alto fino a 10 mt originario della Cina-Giappone, è coltivato a scopo ornamentale e per i frutti. Cresce rapidamente, predilige climi miti. Fiorisce in autunno (Ottobre/Gennaio) con infiorescenze a pannocchia composte da fiorellini bianco-giallastri, è un sempreverde con foglie lanceolate, Il frutto, un pomo, è estivo.

Nocciolo

nocciolo1.jpg nocciolo.jpg

Cespuglio o albero di 5-7 mt, molto comune dalla zona mediterranea a quella montana, dove si spinge fino a 1200 m. Si trova in boschi misti di latifoglie, prestandosi bene anche alla colonizzazione di suoli denudati e franosi. Molto adattabile, preferisce terreni calcarei, fertili, profondi. Fiorisce molto presto (gli amenti penduli si formano in autunno e sono già presenti prima della fogliazione) . Esistono numerose varietà da frutto e ornamentali: tra queste ultime sono notevoli la variante pendula, quella contorta, a portamento tortuoso, e quella fusco-rubra, a foglie porporine.

Nocciolo di Costantinopoli

nocciolocost3.jpg nocciolocost1.jpg nocciolocost.jpg

Pianta che raggiunge. anche se lentamente, i 15 mt e predilige zone soleggiate ma resiste bene alle basse temperature ed è adattabile a qulsiasi tipo di terreno. Resiste bene agli inquinanti urbani, cosa che lo ha reso pianta molto utilizzata nei viali cittadini.
 

Noce

noce2.jpg noce1.jpg noce.jpg

Pianta che vive sporadica o in piccoli gruppi fino a 1000 m di altitudine. Predilige terreni asciutti e tollera male sia l’eccessivo caldo che l’eccessivo freddo. I frutti sono drupe verdi con all’interno il seme, la noce appunto.
Il noce produce sostanze tanniniche e aromatiche che ostacolano la presenza di altre essenze (legnose o erbacee) nell’ area coperta dalla proiezione della chioma (h: 30 mt).

Oleandro

oleandro1.jpg oleandro.jpg

Arbusto che arriva ai 5 mt di altezza, è una pianta spontanea in molti ambienti dell’ Italia meridionale, si adatta infatti bene al clima secco e arido, è però molto sensibile al freddo. La pianta è velenosa in tutte le sue parti. Viene aprezzata per la fioritura continua dalla fine della primavera all’inizio dell’autunno e per l’aspetto decorativo del fogliame sempreverde.

Olivello spinoso

olivello-spinoso.jpg olivello1.jpg

Questa pianta mostra maggiore adattabilità climatica e del terreno rispetto all’olivo, specie quindi molto rustica viene usato anche sui cigli delle strade e nel consolidamento di scarpate. E’ anche impiegato a scopo ornamentale per il bel colore dei frutti e per formare siepi irte e spinose (le foglie sono molto più allungate che quelle dell’Olivo).

Olivo e Oleastro

olivo11.jpg olivo1.jpg

Si distinguono due sottospecie: Oleastro (pianta selvatica) e Olivo (pianta coltivata).
L’Oleastro presenta spine e frutti piccoli e poco carnosi, ama i terreni argillosi vive a lungo, cresce lentamente senza temere la siccità (ma temendo il gelo) ed è diffuso lungo i litorali, insieme al Carrubo, prediligendo terreni argillosi a reazione neutra od alcalina.

L’ Olivo si presenta come albero senza spine. Le foghe sono lanceolate e il frutto, l’oliva, è polposa e ricca d’olio. Molto coltivato crese anche a latitudini maggiori dell’Oleastro ma ama comunque i climi miti. Raggiunge i 10 mt di altezza e presenta un tronco nodoso che con l’età diventa cavo.

Olivastro

olivastro1.jpg olivastro.jpg

Arbusto di altezza fino ai 5 mt, è originario del mediterraneo, predilige climi miti e soleggiati. In primavera fiorisce con fiori giallastri poco appariscenti, in grappoli.

Olmo

OLMO CAMPESTRE

olmocampestre1.jpg olmocampestre.jpg

Questa pianta vive a lungo, possiede una notevole attività pollonifera ed il fogliame, in autunno diventa giallo-bruno. Molto diffuso poichè resiste bene ai fattori climatici come le gelate, la potatura e l’inquinamento. Un tempo veniva usato come tutore della vite ma la diffusione delle malattie funginee, ne ha ridotto notevolmente la presenza. Questo tipo di Olmo, come le specie simili, predilige terreni profondi, con buona disponibilità di acqua e di sali minerali ma tollera anche i terreni calcarei ed argillosi, produce delle infiorescenze rossastre alla fine dell’inverno prima della fogliazione mentre i frutti sono delle samare estive.

OLMO BIANCO/ OLMO CILIATO

olmociliato.jpg

Si trova in natura nei boschi umidi delle zone pianeggianti. Specie abbastanza adattabile e flessibile, ama tuttavia i terreni umidi e fertili, argillosi o limosi. Per quanto riguarda le radici, l’elevato numero di polloni le possono far assumere un aspetto cespuglioso.

OLMO SIBERIANO

olmosiberiano.jpg olmosiberiano11.jpg

Originario della Cina, resiste a condizioni climatiche di aridità estiva e gelo invernali  e si adatta facilmente a qualsiasi terreno.Usato per alberature stradali.

Ontano

ontano1.jpg ontano.jpg

Costituisce la vegetazione fluviale su terreni argillosi, sabbiosi e poveri, cresce bene in ambienti periodicamente inondati . E’ usato per la produzione di paleria e combustibile.

ONTANO NAPOLETANO

ontanonapolet.jpg

Usato come pianta ornamentale nei viali, trova anche impiego nei rimboschimenti di terreni argillosi. Si adatta bene alla siccità e cresce facilmente su terreni acidi, cosa che lo differenzia dagli altri ontani.

ONTANO NERO

ontanonero2.jpg ontanonero1.jpg ontanonero.jpg

Questa pianta che raggiunge i 20 mt di altezza, cresce naturalmente in buona parte d’Europa (fino 1200 mt), soprattutto in prossimità di  fiumi, insieme a Pioppi e Salici su terreni argillosi, sabbiosi, e poveri. Non vive a lungo.

Orniello (Fraxinus ornus)

orniello3.jpg orniello1.jpg orniello.jpg

Albero che raggiunge i 15 mt d’altezza, s’ incontra frequentemente nei boschi collinari e montani;si adatta abbastanza facilmente al terreno. Fiorisce ad aprile/Maggio con fiori riuniti in vistose infiorescenze gradevolmente profumate, di colore biancastro a formare una pannocchia nella parte terminale dei rami, mentre i frutti, samare lanceolate, permangono sull’albero per tutto l’inverno.

Ortensia

ortensiaa.jpg ortensia.jpg

Cespuglio di circa 2 metri, viene classificato in due gruppi in base al tipo di infiorescenza che può essere tondeggiante formato da fiori a 4-5 petali o con infiorescenza più piccola formata da 2 corone di fiori. Fiorisce comunque in estate e la fioritura continua durante l’autunno.

Palla di neve, oppio, pallon di maggio, viburnum opulus

palladineve11.jpg palladineve2.jpg palladineve.jpg

Si trova naturalmente nelle zone umide nei boschi sia di pianura sia di montagna, e si inserisce in siepi naturali.  Pianta di facile adattamento, predilige esposizioni parzialmente soleggiate o a mezz’ombra.I fiori, molto profumati, sbocciano tra aprile e maggio e sono riuniti in infiorescenze tondeggianti larghe 5-10 centimetri, sono di colore bianco o bianco-rosato.

Palma americana

palmamericana.jpg

Pianta che vive bene in climi miti o caldi e terreni umidi (h fino a 20 mt) .

Palma delle Canarie

palmcanarie2.jpg palmcanarie1.jpg

Diffusa nostri ambienti costieri a scopo ornamentale per il portamento d’impatto (raggiunge i 10 mt). Simile a questa è la palma Dactylifera più comunemente conosciuta come “palma da datteri” .

Palma nana

palmm.jpg palma-nana1.jpg

Si presenta sia come cespuglio che come albero Predilige esposizioni soleggiate e teme il freddo intenso.

Passiflora

passiflora.jpg passiflo.jpg passif1.jpg

Pianta che predilige esposizioni di pieno sole o parzialmente ombreggiate ma resiste alle basse temperature, è di facile coltivazione per l’adattabilità pur prediligendo suoli fertili e ben drenati. Molto usata nei pergolati dei giardini pensili in quanto portamento rampicante. Esistono specie con diversa colorazione del fiore estivo (fiori bianco-rosati, rossastri o biancastri riuniti in infiorescenze pendule, con fiori rosso-brunastri )

Paulonia

paulonia1.jpg paulonia.jpg

Albero con chioma larga, arriva ai 15 mt di altezza ed è utilizzata a scopo ornamentale.La fioritura, ad Aprile/Maggio produce fiori a corolla tubulosa con 5 petali di colore violetto o bluastro, lunghi 3-5 cm intensamente profumati e riuniti a pannocchia , le foglie sono molto grandi (32 x 25 cm). Pianta molto adattabile, si adatta a tutti i tipi di terreno.

Peccio/ Abete rosso

peccio1.jpg peccio.jpg

Classico “albero di Natale”, è molto diffuso, resistente al freddo, viene impiegato ovunque per il legname e per la resina. La forma è piramoidale e raggiunge i 40 mt .

PS: Il Peccio si differenzia in generale dall’Abete perchè presenta pigne pendule mentre l’ abete le ha pigne erette.

Pero

PERO

pero.jpg pero1.jpg

Pianta coltivata in molte varietà in molteplici parti d’Italia per il frutto. Ad Aprile/Maggio fiorisce con gradevoli fiori bianchi a 5 petali. E’ alto in genere 6-7 mt ma può raggiungere i 15

PERO CORVINO

perocor.jpg perocorvino3.jpg

Piccolo arbusto di 2-3 mt che si trova spontaneamente fino ai 1000 mt sopratutto in Italia settr. e di preferenza su terreni calcarei . Aiuta l’insediamento di altre piante.

Pesco

pesco3.jpg pesco1.jpg pesco.jpg

Rosacea conosciuta soprattutto per il frutto nelle principali varietà di: gialla, nettarina, bianca. Valevole anche la fioritura primaverile (Aprile) con fiori doppi o semi doppi rosa- rossi (h: fino 7 mt).

Pieris

pieris2.jpg pieris1.jpg pieris.jpg

Arbusto di pochi metri originario del Giappone , vive bene in ambienti acidi e umidi mentre sopporta poco il freddo.

Pino

PINO CEMBRO

pinocembro1.jpg pinocembro.jpg

Conifera spontanea delle Alpi in molti altri luoghi in Europa. Vive in alta montagna tra 1600 e 2400 m di altitudine, sopportando climi rigidi, presenta un’apparato radicale robusto e profondo. Generalmente usato nell’artigianato della zona della Val Gardena.

PINO HIMALAYA

pinohimm.jpg pinohimalaya.jpg

Conifera dalla crescita rapida con lunghi aghi penduli (i più lunghi tra i pini); richiede spazio e luce (h: 30-40 mt).

PINO DOMESTICO

pino-domestico.jpg pino-domest1.jpg

Specie tipica delle zone costiere dove forma pinete frazie alla chioma ad ombrello.
Si spinge fino a 1000 mt di altezza, la corteccia presenta placche grigio-brune . Raggiunge i 30 mt.

PINO MARITTIMO

pmarittimo.jpg pmaritt1.jpg

Si trova naturalmente nel bacino mediterraneo occidentale e fino a 1000 m . Gradisce substrati acidi , ma si adatta a terreni poveri.

PINO NERO / AUSTRIACO

pinonero.jpg pinnero.jpg

Pianta molto diffusa a scopo paesaggistico-ornamentale sia per l’adattabilità sia per il  relativo rapido sviluppo che per il notevole effetto estetico. Prediligie posizioni soleggiate e climi non troppo freddi. Poco usato in contesti urbani poichè poco si adatta a substrati   asfittici e non sempre sopporta i problemi di inquinamento atmosferico, la corteccia si presenta grigio-nera e profondamente solcata .

PINO SILVESTRE

pinosilv1.jpg pinosilve.jpg

Questa conifera si trova dagli  Appennini, all’ Europa del nord fino all’ Asia nord-orientale. Sopporta climi rigidi e aridità, cresce velocemente e raggiunge i 40 m di altezza, la sua corteccia è color arancio-rossastra..
 

Pioppo

BIANCO

piopbianco.jpg piop-bianco1.jpg

Si può trovare in vaste zone d’Europa fino ai 1000 mt di altitudine. La specie cresce rapidamente, vive bene in terreni fertili e ben irrigati. Questa pianta viene di frequente usata engli spazi pubblici per l’effetto decorativo della sua chioma.

CANADA

piopcanada.jpg

Viene dall’ ibridazione di P.nigra e P.deltoides. Si indica con questo nome le varietà coltivate per il legno e la cellulosa.

NERO- CIPRESSINO

p-nero1.jpg p-nero.jpg piop.jpg

Presente in genere sulle rive dei corsi d’acqua con a salici e ontani. E’ esigente per luce e temperatura. Del pioppo nero è molto diffusa la varietà italica conosciuta anche come pioppo cipressino. Raggiunge i 40 m e ha portamento colonnare e fastigiato. Le foglie e le infiorescenze sono più piccole del p.nero.

TREMOLO

pioptremolo.jpgDiffuso soprattutto in ambiente collinare e montano sino a 2000 m di quota. Deve il suo nome alla facilità con cui le foglie si muovono alla più debole brezza.

Piracanta

piracanta1.jpg piracanta.jpg

Pianta coltivata ad arbusto con foglie persistenti, è utilizzata a scopo ornamentale e per formare siepi invalicabili grazie alla presenza di lunghe spine. In autunno si copre di piccole bacche il cui colore varia a seconda della varietà(rosso, giallo, arancione) e che resistono per tutto l’ inverno sulla pianta dando dei begli effetti di colore. Fiorisce tra Maggio e Giugno con Fiori bianchi.

Pittosporo

pittosporo.jpg pittosp1.jpg

Arbusto (o alberello) a scopo ornamentale usato soprattutto nelle siepi; data l’adattabilità,viene impiegato lungo i litorali esposti al vento e sabbiosi. Vive bene al sole e teme le basse temperature. A scopo ornamentale si è diffusa la varietà P.variegato con le foglie chiazzate di verde-giallastro e orlate di bianco. Sia il tronco che i rami sono scuri, fiorisce nei mesi di Marzo/Maggio con fiori profumati bianchi o gialli, le foglie sono corpose e lucide.

Platano

platano1.jpg platano.jpg plat.jpg

Si tratta di una pianta imponente che viene utilizzata a scopo ornamentale in ambienti urbani in quanto resiste bene all’ inquinamento e sopporta le potature energiche. Fiorisce ad Aprile /Maggio mentre le infruttescenze sono sferiche e a maturità liberano semi con piumini. Nella sua tipologia orientale, il Platano è una pianta diffusa in tutta Europa a scopo ornamentale, anche se è meno tollerante dell’ inquinamento rispetto alla versione comune, con tronco nodoso e corteccia è umida (h: 30-40 mt) .

Pruno

pruno2.jpg pruno1.jpg pruno.jpg

Cresce spontaneo come pure coltivato in varietà migliorate per il frutto e arriva ai 10 mt di altezza, fiorisce a Marzo/Aprile con fiori bianchi.

Pseudostuga

pseudost.jpg pseudo.jpg

Conifera di ampia diffusione in Europa dal 1830 : manifesta rapido accrescimento (arriva ai 50 mt) e si adatta a qualsiasi terreno.

Pungitopo

pungitopo1.jpg pungitopo.jpg

Pianta facilmente adattabile a tutti i tipi di terreno e a tutti gli ambienti anche se predilige esposizioni ombreggiate o a mezz’ombra. E’ una pianta resistente al freddo, agli agenti inquinanti e alle avversità, spontanea del bacino mediterraneo, si presenta sotto forma di cespuglio ceh raggiunge il metro d’altezza.

 Quercia

DA SUGHERO

q-da-sughero.jpg qdasughero.jpg

Albero sempreverde che raggiunge anche i 20 mt. Una spessa e caratteristica scorza ne ricopre il tronco e tende a staccarsi in grossi e pesanti blocchi da cui si ricava, fin dall’antichità il sughero ( h: 10-20 mt).

ROSSA AMERICANA

qrossaamer1.jpg qrossaameric.jpg

Originaria delle regioni orientali dei Nord America, è meno esigente delle querce europee, viene usata spesso nei viali dato il rapido accrescimento, raggiunge infatti i 20- 30 mt di altezza.

SPINOSA

querciaspinosa.jpg querciaspinosa1.jpg

In Italia è, allo stato naturale, presente in Sicilia, Sardegna, Liguria , Puglia e alcune fasce litoranee della Calabria. Specie molto rustica e lenta nella crescita si adatta a terreni poveri, sassosi, calcarei e secchi (forma in genere arbustiva, arriva ai 4 mt di altezza).

Ribes

ribes1.jpg ribes.jpg

Arbusto che non supera i due metri d’altezza, il Ribes è una pianta spontanea. Le specie coltivate per il frutto o anche come ornamentale necessitano di terreni mediamente argillosi, ricchi di sostanza organica. La pianta predilige esposizioni soleggiate, a mezz’ombra e riparate dai venti, risulta comunque resistente al freddo.

Ricino

ricino1.jpg ricino.jpg

Arbusto usato come elemento ornamentale in siepi o macchie colorate: per questo scopo sono state costituite varietà con foglie e fiori di diversi colori e sfumature ottenute con grande assolamento, riparo dal vento e terreni grassi . Come risaputo, l’olio estratto dai semi viene utilizzato in medicina e come lubrificante.

Robinia/Acacia

robin4.jpg robinia3.jpg robinia1.jpg robinia.jpg

La robinia è specie a rapido accrescimento grazie alla conformazione dei suoi semi. I fiori vengono usati talvolta in cucina ma la pianta è soprattutto aprezzata per il buon miele che produce. Usata molto come pianta ornamentale grazie  alla sua estrema adattabilità e alle esigue esigenze di substrato anche se predilige terreni acidi; ama la luce e si presta per il consolidamento e miglioramento dei terreni (h: fino 25 mt).

Rododendro

rododendro.jpg rodod1.jpg

Le varietà ornamentali si presentano ad ombrello mentre la forma comunè è un arbusto di circa 30cm, presenta fiori fucsia molto vistosi nel periodo estivo. Vegeta spontaneamente su substrati acidi, umidi e freschi sino a 2800 mt e sopporta temperature di anche -40 gradi. Le varietà ornamentali sono molteplici.

Rosa

rose.jpg rosa1.jpg

Il genere Rosa comprende oltre 200 specie che a loro volta presentano numerose varietà coltivate a scopo ornamentale e che possono presentasi in forma di alberello o arbusto. La quasi totalità delle rose deriva da antiche ibridazioni, le specie più comuni sono la SELVATICA o CANINA( il nome canina deriva da Plinio il vecchio che affermava che un soldato romano fu guarito dalla rabbia con un decotto delle sue radici) che cresce anche ad altezze più elevate della classica con fiori più piccoli e in genere bianchi-rosati.

Rosmarino

rosmarino.jpg

Cespuglio di circa 1 mt d’altezza, è considerato un erba aromatica e medicinale.
Questo arbusto, è diffuso spontaneamente nella macchia mediterranea più temperata e coltivato per l’ impiego come pianta aromatica ma anche decorativa grazie ai bei fiori violacei presenti quasi tutto l’anno.

Rovere

rovere2.jpg rovere1.jpg

Si tratta di una pianta originaria della macchia mediterranea, vive a lungo ma cresce lentamente. Risulta più alta della Roverella (raggiunge i 30-40 mt)e presenta foglie lisce nella parte inferiore.

Roverella

roverella1.jpg roverella.jpg

Pianta solita negli ambienti collinari insieme a carpinelle, ornielli e aceri campestre. Si adatta bene a varie tipologie di terreni anche molto aridi, è però sensibile al gelo. Diversa dalla rovere per la peluria presente sul dorso delle foglie (h: raggiunge i 10-20 mt).

Rovo

rovo.jpg rovo1.jpg

Arbusto del sottobosco della famiglia delle rosacee, fiorisce da Maggio ad Agosto e produce il frutto, le more.Molto invasivo, predilige esposizioni ombreggiate.

Salice

BIANCO

salbianco.jpg salbianco1.jpg

E’ diffuso in tutta l’Europa centromerdionale ed è in genere presente lungo i corsi d’acqua su terreni fertili, profondi, soggetti a periodica innondazione; pianta coltivata soprattutto per il legname, le infruttescenze sono date da semi “lanuginosi”. Specie in genere molto tollerante con l’inquinamento atmosferico, raggiunge quasi i 20 mt di altezza.

PIANGENTE

salpiangente.jpg salpiang1.jpg

Fortemente usato come pianta ornamentale, predilige suoli leggeri, profondi, con buona disponibilità idrica. Si presenta coem pianta che può raggiungere i 12 mt d’altezza

RIPAIOLO

salripaiolo.jpg

Diffuso lungo i corsi d’ acquadove ne consolida i margini (specie pioniera), lo si trova spesso consociato con il pioppo bianco. Fiorisce in primavera prima della fogliazione, si presenta sotto forma di arbusto.

Salicone

salicone1.jpg salicone.jpg

Pianta molto diffusa nelle zone pianeggianti e poi fino a 1500mt di quota, si adatta facilmente a tutti i tipi di terreno e si insidia rapidamente (specie pioniera).

Sanbuco

sanbrosso.jpg sanbuco1.jpg sanbuco.jpg

Il sambuco vive spontaneo in quasi tutta l’Europa, fino a 1500 m di altitudine. Ha grande adattabilità sia al terreno che alle condizioni climatiche e anzi si comporta spesso da infestante. I frutti sono nerastri (4-6 mm) e raggiunge la dimensione di 1,5 m.

La varietà rossa ha lamina fogliare più lanceolatae accuminata all’ apicee con il margine seghettato. Produce infiorescenze a pannocchia e i frutti sono costituiti da drupe rosse. E’ diffuso in ambienti collinari e montani.

Sanguinella

sanguinella1.jpg sanguinella.jpg

Cespuglio alto fino a 4 metri, spontaneo in tutte le regioni italiane conosciuto anche come “corniolo sanguigno” L’ aspetto delle foglie è simile a quello del corniolo e dello spino cervino.

Scotano

scotano.jpg

Arbusto di 2-3 mt di altezza, vegeta spontaneamente in ambienti ricchi di calcare e non ha particolari necessità climatiche. Lo si utilizza per formare siepi ed è molto d’impatto grazie alle sue foglie tondeggianti dal colore rosso-violaceo. Fiorisce, con fiori rossi a Maggio/ Giugno e come frutto dà delle drupe rossastre tossiche.

Sequoia

sequoia-gigante.jpg seqgigante.jpg

La varietà Gigante è chiamata anche albero del Mammut, in origine si trovava nella Sierra Nevada, abituata a vivere tra i 1500 e 2400 mt di altitudine. Esemplari di grandi dimensioni sono alti piú di 90 mt e hanno diametri superiori ai 9 mt. Per quanto riguarda l’età, sembra possa superare i 2000 anni. Si adatta a qualsiasi substrato, sopportando bene il freddo. La Sequoia più diffusa in Italia arriva ai 50 mt ed è molto utilizzata per il legname rossastro.

Sofora

sofora2.jpg sofora1.jpg

Adatta a qualsiasi terreno, teme i ristagni d’acqua e richiede posizioni ben soleggiate, mal tollerando il gelo.Fiorisce nei mesi estivi e come fruttescenza dà dei legumi con 3-7 semi distinti. E’ diffusa la varietà pendula a portamento “piangente”, e la varietà violacea con fiori bianco-violacei (h fino ai 10-15 mt).

Sommaco

sommaco1.jpg sommaco.jpg

Pianta molto rustica, cresce bene su qualsiasi terreno e nei climi temperati sopporta tutte le esposizioni. E’ apprezzata per le eleganti foglie pennate e per le curiose infruttescenze a pannocchia alte e rosse (h: 4-5 mt).

Sorbo

sorbo.jpg

UCCELLATORI

succellatori.jpg

Presente in tutta europa, si trova fino ai 2000 m di altitudine, si adatta a qualsiasi terreno; è spesso coltivata come ornamentale in montagna ( h fino a 15 mt).

MONTANO

sorbo-mont.jpg

Diffuso in tutta Europa, vive nei boschi collinari e montani, fino a 1600 mt di altitudine. Predilige substrati calcarei, ma è molto flessibile nell’adattamento sia di terreno che di clima (h: 6-10 mt).

SVEDESE

Originario del Nord Europa, è stato introdotto a scopo ornamentale per la densa chioma e per la resistenza agli inquinanti urbani (h fino 10 mt).

Spaccasassi (Celtis australis)

spaccasassi1.jpg spaccasassi.jpg

Detto anche bagolaro si estende in tutta l’Europa mediterranea.
E’ spesso coltivato come pianta ornamentale e alberature stradali grazie anche al suo rapido accrescimento, fiorisce insieme alla fogliazione (aprile maggio) e produce per frutto delle drupe nere a maturazione. Come dice il nome, vive in ambienti aridi ,su terreni calcarei, sassosi, dove l’apparato radicale, robusto e assai sviluppato, penetra nelle fessure delle rocce favorendone lo sgretolamento. Si può vedere nelle boscaglie di latifoglie, insieme a querce, aceri, noccioli e carpini. Mal sopporta i freddi intensi, è molto longevo.(h fino25 mt)

Spino di Giuda /Albero di Giuda (Gleditsia tricanthos )

spino1.jpg spino.jpg

Lo Spino di Giuda si adatta anche a suoli poveri, resiste a condizioni climatiche avverse ed è presente fino a 800 m di altitudine. L’uso prevalente è quello ornamentale, soprattutto per alberature stradali e per siepi impenetrabili.  Esiste la varietà inermis, senza spine, a frutti bruno-rossastri piú brevi, la forma è sia arbustiva che arborea e non supera in genere i 10 m di altezza.

Spirea

spirea1.jpg spirea.jpg

Arbusti utilizzate in Italia a scopo ornamentale per la loro vegetazione e la loro fioritura. Prediligono esposizioni soleggiate e sono abbastanza resistenti al freddo, ma hanno particolari esigenze di substrato che deve essere ricco di sostanza organica e drenato. La fioritura è primaverile – estiva.

Susino

susino1.jpg susino.jpg

Cresce spontaneo come pure coltivato in varietà migliorate per il frutto, i fiori sono a gruppi di 2-3, con petali bianchi e la fioritura è a mar/apr (h fino a 10 mt).

Tamerice

tamerice1.jpg tamerice.jpg

Pianta tipica delle regioni mediterranee occidentali, si adatta bene ai terreni  sabbiosi e tollera i venti dei litoralí; si presta per opere di consolidamento su terreni fragili  permettendo successivamente l’insediamento e sviluppo di altre piantei, il fusso è sinuoso e contorto e l’altezza si aggira sui 2-5 metri.

Tasso

tasso1.jpg tasso.jpg

 Il tasso è diffuso in tutte le regioni dell’Europa centromeridionale, dove cresce allo stato spontaneo nei boschi ombrosi di latifoglie dai 300 a 1500 m, soprattutto su terreni calcarei. Molto coltivato come pianta ornamentale per siepi poichè sopporta bene la potatura, resiste ai climi cittadini e non ospita gravi parassiti. Tutta la pianta, escluso l’arillo rosso, è velenosa per la presenza dell’alcaloidetassina : da ciò deriva anche il nome volgare “albero della morte”.

Terebinto

terebinto1.jpg terebinto.jpg

Tipico arbusto della macchia mediterranea, si adatta a terreni aridi e calcarei e sopporta anche le basse temperature, è utilizzato come porta-innesti per il pistacchio (h<5 mt).

Tiglio

NOSTRANO

tiglio.jpg

Specie tipicamente europea, è impiegato come ornamentale nelle alberature di viali e in parchi spaziosi, dato che raggiunge notevoli dimensioni.
La lamina fogliare è cuoriforme e più grande (8-12 x 12-16 cm) di quella del tiglio selvatico. In estate le foglie si rivestono di un fluido appiccicoso prodotto da cocciniglie e afidi infestanti (h fino 20 mt).

SELVATICO

tselvatico.jpg

Lo si distingue dal tiglio nostrano per le foglie più piccole, la forma cuoriforme e la presenza nella pagina inferiore di ciuffetti bruno-rossicci.(h fino a 30 mt).

Tracycarpus

trachicarpus1.jpg trachicarpus.jpg

Questa palma è stata introdotta in Europa nel secolo scorso dal Giappone e dalla Cinae si è diffusa come pianta ornamentale. Si adatta a molti tipi di substrato e tra le palme è la più rustica perchè tollera discretamente il freddo (h 5-10 mt).

Tuia

tuia1.jpg yuia.jpg

Pianta sempreverde ad accrescimento lento originaria del nord America e del Canada.
Nella tuia orientale, i ramuli sono disposti su piani verticali mentre la tipologia occidentale è più rustica e si adatta meglio ai climi freddi, predilige terreni calcarei e argillosi e tollera discretamente gli ambienti urbani (h fino 15 metri).
 

Veigelia

veigelia1.jpg veigelia.jpg

Importante ruolo ornamentale, assume una particolare importanza estetica nei giardini per la precoce ed abbondante fioritura. Esistono numerose varietà ed ibridi: si ricordano: la Weigelia Bristol ruby pianta ad abito eretto e fiori rosso rubino; la Weigelia candida, a fiori bianchi; la Weigelia florida variegatacon foglie marginate di giallo chiaro, fiori rosati e portamento cespugjioso-denso con rami ricadenti e la Weigelia “Newport red” con fiori rosso intenso. Di facile coltivazione, predilige comunque zone soleggiate pur resistendo bene al freddo, predilige terreni argillosi, resiste all’inquinamento ma teme la siccità (h fino a 3 metri).

Viburno

viburno1.jpg viburno.jpg

Arbusto spontaneo che si consocia soprattutto con roverella, carpino, nocciolo, sorbo, orniello.La forma è timpicamente un ovale schiacciato e i frutti a maturazione assumono colorazione prima rossa poi nera.
La varietà coltivata a scopo ornamentale si chiama”V. rhytidophillum Hemsl”, originario della Cina, è alto sino a 5 m con chioma molto espansa. Le foglie sempreverdi sono lanceolate e molto lunghe , di colore verde scuro e lucide sopra , grigiastre e pelose sotto con nervature molto marcate. Le infiorescenze (maggio, giugno) sono bianche; il frutto è carnoso di colore rossastro a maturità.

Vite

VITE CLASSICA

vite.jpg

Ampiamente coltivata in Italia per la produzione dell’ uva che può essere bianca o nera. Si distinguono poi uve da tavola ad acini grandi e polposi e buccia sottile ed uve per vinificazione ad acini più piccoli e compatti.

AMERICANA

americana.jpg

Si tratta di una pianta rustica molto diffusa anche spontaneamente ed impiegata come essenza ornamentale per coprire muri o altre barriere verticali grazie, alle sue notevoli caratteristiche rampicanti, buona resistenza all’inquinamento ed alle basse temperature.

DEL CANADA

vitecanada.jpg

La vite del Canada è molto apprezzata come rampicante ornamentale per la colorazione rossa che assume il fogliame in autunno, predilige esposizioni soleggiate e clima mite.

Yucca

yucca2.jpg yucca1.jpg

Pianta della famiglia delle agavaceae originaria del nord America , diffusa in Italia a scopo ornamentale, pur prediligendo esposizioni soleggiate si adatta a qualsiasi situazione ambientale.

Zelcova

zelkova2.jpg Zelkova

Originaria delle regioni caucasiche, è caratterizzata da un aspetto impnente dato dalla fitta chioma che arriva quasi sino a terra.
Non ha particolari esigenze pedologiche e si adatta bene anche al verde urbano. Sono utilizzati esemplari innestati su Olmo e di questo possiede le stesse peculiarità e utilizzi per quanto riguarda il legno (altezza fino 35 m).

Una risposta a “Le nostre piante

  1. La pianta di Gleditsia Triacanthos è piuttosto resistente, può essere potato tranquillamente nel periodo invernale e sopporta potature anche abbastanza drastiche.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...